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giovedì, 25 gennaio 2007
Se questo giovane artista torinese avesse fatto parte del Cabaret Voltaire in quel di Zurigo nel 1916 non avrebbe sicuramente sfigurato di fronte a rilevanti personaggi quali Hugo Ball e Hans Arp: Ivan Piombino conferma il suo disperato dadaismo stilistico con questo ideale seguito del precedente album, Ti piace la pesca?, e l'ascolto si fa sempre più surreale se non caotico.
Le 26 tracce (escludendo le Parole a casa, microinterviste affrontate in compagnia dell'altrettanto folle amico Schopenauer) sono quanto di più anarchico ci si potesse aspettare, a cominciare dalla title track col punto interrogativo che attraverso un'odissea radiofonica mixata ci introducono nel mondo piombinesco fatto di BuTTTane con tre t che non permettono una tranquilla passeggiata in macchina, Donne calvè fissate con la ceretta intima e avventure di cumpa in quel di Druento.
Le chicche non mancano, a cominciare da A traggedia che può essere considerata il capolavoro dell'album, le Pervesioni che sono quanto di più scatologico non ci si potesse aspettare e le simpatiche cover di Baccini D'Angiò e Jovanotti (Ka-Ka-Ka Kaaastrox!, Diarrea e Sentimi-ti-amoci).
Mettiamoci pure la nuova collaborazione col sottoscritto che ha partorito Panettone al polonio, canzone che ha una simpatica storiella basata su fatti veri: tre giorni dopo il lancio su Internet si è provveduto all'arresto di Mario Scaramella, misterioso ex agente segreto o quasi coinvolto nell'affare Litvinenko. E ho detto tutto.
Ma è la title track posta come ultima traccia che sancisce l'appartenenza dadaista del Piombino: Abboccaperta è, e sicuramente rimarrà, il passaporto d'identità di questo giovane uomo alla ricerca di un se stesso autore che si scontra col se stesso poeta e il se stesso cantante.
Se avete mancato l'immersione nel magico mondo caotico di IP nel precedente album, questa nuova fatica non mancherà affatto di riservarvi parecchie sorprese: ma non crediate che basti un solo ascolto per poter giudicare in toto l'opera, tra i solchi possono nascondersi anche mini o macro tracce di un talento che sarebbe giusto esaltare al di là dei soliti contesti.
E per chiudere in bellezza questa recensione, vi annuncio che il sottoscritto è al lavoro su un concept album il quale vedrà coinvolto Ivan Piombino come interprete e musicante: la cosa potrebbe sorprendervi, ma dopo i singoli natalizi era ora che io e Ivan si potesse tentare almeno una volta la carta della collaborazione artistica in senso lato, un pò come Bisio e Tanica.
Lo so, lo so benissimo che io non sono Bisio e Ivan non è Tanica.
Ma chissà cosa potrebbe venire fuori da questo progettino....